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II Pasqua elledielliana

È successo di nuovo!

È già stata spiegata QUI la singolare ricorrenza che ogni tanto bisognerà sopportare tra le pagine di questo blog.

L’augurio era quello di festeggiare questa Pasqua il meno possibile ma ahimè, ahivoi….ahinoi, e risuccesso. È risuccesso che la fragile anima del blogger si è fatta sopraffare da altre anime più potenti. Anime bastarde, anime parassite. Sono l’anima del cazzaro, l’anima del “ma si domani scrivo qualcosa” e soprattutto l’anima dell”IPad”. Già, soprattutto quest’ultima è particolarmente subdola. Ti fa comprare questo aggeggio infernale e ti convince che grazie a lui da qual momento in poi scriverai giorno e notte, perché ce l’hai sempre con te, perché puoi scrivere disteso, puoi scrivere in piedi, puoi scrivere a casa, puoi scrivere fuori, puoi scrivere sempre, ovunque e comunque.

E invece non è vero!

Presto ti accorgi che se non sei davanti a una scrivania, seduto su una sedia (magari un po’ scomoda) non puoi scrivere. Si, altrove scrivi appunti, scribacchi pensieri, posti qualcosa nei social network (altra anima bastarda quella dei social network!) ma non scrivi nulla di cui sei pienamente soddisfatto.

Un antidoto c’è per l’anima dell’IPad ed è la tastiera dell’IPad. Con quella riesci a riprodurre in piccolo il familiare Pc con il quale tanto hai scritto in passato e riprendi gradualmente la tua amata e abituale abitudine.

Auguri a tutti dunque per questa II Pasqua elledielliana e a fra poco per il primo post post-IPad.

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L’anima del blogger: Pasqua elledielliana

E’ da poco passata la Pasqua canonica, quella religiosa. Quella dove Gesù risorge dopo tre giorni.

Diamo vita oggi alla Pasqua elledielliana!

Si, è un po’ una cretinata. Ma è per dire che ogni tanto i blog o i blogger muoiono. Però poi risorgono. Di mezzo c’è la vita non del blogger (quella è tale solo davanti a una tastiera e uno schermo) ma di colui nel quale il blogger è dentro. Perchè l’anima del blogger si appropria dei corpi degli esseri umani e influenza i loro comportamenti, le loro abitudini. Restando in tema religoso e senza voler risultare blasfemo agli occhi dei più “rigidi”, l’anima del blogger è un po’ come lo spirito santo.  Il blogger è uno e trino: e uomo (il proprietario del corpo), “scrittore” (o per meglio dire, per non risultare blasfemi stavolta nei confronti degli scrittori, colui che ha la passione o il “vizio” della scrittura) e blogger.

L’anima del blogger è ghiottissima degli uomini che hanno la passione per la scrittura.

La mia vita da blogger è morta un mese e mezzo fa circa. In mezzo impegni e impedimenti. Ma risorge oggi, proprio come Gesù per Pasqua.

Non escludo che in futuro ci possano essere altre morti e altre resurrezioni. Solo che le morti e resurrezioni religiose si sa quando ricorrono. Quelle del blogger sono meno prevedibili.

Festeggiamo, dunque, la prima Pasqua elledielliana. Sperando che la prossima sia più lontana possibile. Sembra strano ma nonostante poi si risorga è sempre brutto morire (chiedete a Goku che lui ne sa qualcosa).