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Cassano: solo ignoranza!

E’ poco serio indignarsi per le parole di Antonio Cassano riguardo all’eventuale presenza di omosessuali in Nazionale in seguito alla dichiarazione di Cecchi Paone. In realtà, sono poco serie anche le parole di Cecchi Paone.

Il discorso da fare in una società moderna è semplicemente uno e sfiora la banalità.

All’interno della razza umana è presente una certa percentuale di persone omosessuali. L’insieme di calciatori è un sottoinsieme della razza umana e quindi presenta le stesse caratteristiche dell’insieme a cui appartiene. Viene da se che è possibile, per non dire sicuro, che qualche omosessuale sia presente nella classe dei calciatori: presumibilmente sarebbe statisticamente quasi impossibile il contrario. Ma tutto questo non è normale? Non è normale che essendoci una certa percentuale di uomini con i capelli lunghi qualcuno di essi sia calciatore? O diventi calciatore uno glabro? O chiccessia?

E’ comprensibile lo sforzo di Cecchi Paone di portare all’attenzione pubblica le discriminazioni verso gli omosessuali o far  parlare dei problemi che spesso il coming out possa comportare, ma una società matura dovrebbe lasciarsi alle spalle queste forzature. Perchè dire che un calciatore della Nazionale è omosessuale? Qual è l’utilità di rendere pubblico l’orientamento sessuale di un calciatore?

Le parole di Cassano in tal senso sono da considerare solo frutto dell’estrema ignoranza del giocatore barese. Sarebbe sciocco dare importanza a delle dichiarazioni che poi non volevano essere poi nemmeno offensive: Cassano dice addirittura di non fargli “pensare ciò che dice” per evitare critiche.

Il termine che usa (“froci”) è anche quello figlio dell’ignoranza: viene da pensare che il problema non sta tanto nell’opinione di un calciatore della Nazionale riguardo ai gay, ma il vero problema è l’ignoranza di un italiano 30enne.

L’ignorante Cassano ha detto: “se sono froci son fatti loro”. Un Cassano meno ignorante avrebbe detto: “se in Nazionale ci sono degli omosessuali non mi riguarda”. In fondo è la stessa cosa: nel primo caso, però, scoppiano le polemiche; nel secondo sarebbero stati complimenti per l’apertura mentale di Cassano.

 

 

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Il cielo è azzurro sopra Berlino

Gli occhi incollati allo schermo. Fissi per non perdersi nessun piccolo dettaglio, nessuna piccola espressione di nessun piccolo individuo di quella grande massa azzurra su sfondo verde.

E’ stato un vai e vieni di sensazioni prima positive, poi negative, poi ancora positive. Ora c’è solo tensione. Arrivati fin qui il traguardo da sempre sognato è ad un passo. Non sarebbe potuta andare in modo migliore. La fortuna è stata dalla nostra parte quando è servito. Ci siamo fatti trovare pronti nei momenti più delicati. E per l’atto finale ci sono di nuovo loro.

No. Non può finire di nuovo in quel modo. Noi ce lo meritiamo di più. Ce lo meritiamo per quello che si è visto nell’ultimo mese. Ma soprattutto ce lo meritiamo per tutto quello che è successo al di fuori. Dopo tutto quello che abbiamo e che hanno vissuto sarebbe il finale ideale per fare di tutto questo una splendida storia da raccontare fra cinquant’anni ai nostri nipoti.

No. Non vogliamo un’altra volta la beffa finale. Non di nuovo contro di loro. Non di nuovo sul più bello.

E’ partito. La sua sarebbe una storia nella storia. La favola del singolo che andrebbe a condire la favola del gruppo.

Tutti fermi.

Per un attimo il tempo sembra bloccarsi.

Poi all’improvviso parte il pallone e va a finire dritto in fondo alla rete alle spalle di quell’uomo pelato che c’era anche l’altra volta, e l’altra volta ancora.

Tutto è finito. Esplode l’emozione. La grande massa azzurra su sfondo verde prende vita e muove in avanti ad inglobare il singolo che ha chiuso i conti.

Tutto quello che prima era stasi adesso è movimento. Tutto il silenzio ora è rumore. La tensione gioia. La paura liberazione.

“E’ finita. E’ finita. E’ finita. E’ finita. Il cielo è azzurro sopra Berlino. Siamo Campioni del Mondo”. Cosi Marco Civoli commenta questi momenti.