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Certe notti voglio una vita spericolata

In principio furono Beatles e Rolling Stones. Oggi tra i confini italiani si rivive un’altra dura rivalità fra i due più famosi esponenti del rock nostrano, Vasco Rossi e Luciano Ligabue. Ma se negli anni sessanta nelle notti di Londra potevi trovare John Lennon e Mick Jagger che bevevano insieme una birra, oggi sarebbe impossibile immaginarci Vasco e Liga che si “trovano come le star” e non solo perché uno frequenta il Roxy Bar mentre l’altro è di casa al Bar Mario.

I campanilismi però sarebbe meglio lasciarli allo sport con i suoi Coppi e Bartali, Proust e Senna, Juve e Inter. La musica non può dividere. Certo ci sono i gusti personali, ma se oggi ti emozioni con Viva! e domani piangi per Sally significa che due artisti uguali e diversi nello stesso tempo sanno darti il meglio che una canzone può offrire.

Uguali ma diversi. Personaggio tutto genio e sregolatezza Vasco Rossi, ragazzo per bene di gran talento Luciano Ligabue. La regione è la stessa, ma di Zocca uno e di Correggio l’altro. Eppure la ragazza che “con la faccia pulita cammina per strada mangiando una mela” di Albachiara potrebbe benissimo essere la Piccola stella senza cielo che la “tiene su soltanto un filo” cantata in modo del tutto diverso: con parole dirette e struggenti per Vasco e astratte e poetiche per Liga. Quel “Siamo solo noi che andiamo a letto la mattina presto e ci svegliamo con il mal di testa” vaschiano non è poi cosi diverso dal “si è bevuto, ballato, qualcuno ha scopato e il più scemo le ha prese ha una faccia cosi” del primo Ligabue.

Diverso se non opposto il modo di tenere il palco. Vasco che fin dall’inizio decide di abbandonare l’idea di imbracciare la chitarra perché altrimenti ce ne sarebbero state troppe, Ligabue che non abbandona mai la sua partecipando con qualche accordo. Diversa la liturgia dei live. Esaltazione della star che si fa attendere, entra lentamente sul palco per poi buttarsi in un crescendo di emozioni fino a diventare tutt’uno con il pubblico per il Blasco. Entrata in sordina con la band e concerto quasi tutto d’un fiato che ti travolge e ti sconvolge per il bombardamento di canzoni che ti fanno tremare il cuore per il Liga.

Mi rifiuto dunque di scegliere e mi limito a non mischiare nella mia playlist del giorno la sfrontatezza di Vasco con la genuinità di Luciano. Pazienza se i due non saranno contenti della decisione, ma provate voi a scegliere fra whisky e lambrusco, tra Steve McQueen e Marlon Brando, tra Gabri e Ho messo via.

Certe notti voglio una vita spericolata. La giusta via di mezzo si trova fondendo i cavalli di battaglia dei due rocker che, chissà, magari un giorno ci regaleranno anche un duetto.

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