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Juve 110

Ad inizio stagione Conte ripeteva sempre: “Stiamo studiando da grande squadra”. Oggi possiamo dire chela Juventussi è laureata con 110 e ieri (con la sconfitta in finale di Coppa Italia) si è giocata la lode.

La finale persa col Napoli non scalfisce affatto la stagione bianconera in termini di valutazione. La stagione è straordinaria, sarebbe stata perfetta.La Juve2011/2012 passerà alla storia per aver subito l’unica sconfitta stagionale proprio all’ultima partita, sarebbe stataLa SquadraImbattibile.

Per ultimo, non per importanza ma solo perché il calcio è un gioco di squadra, non è riuscita a fare l’ultimo regalo al suo capitano Alex Del Piero.

Guai ora a dire chela CoppaItaliaè una coppetta da niente, andatelo a dire a Conte e Del Piero. Una sconfitta è sempre una sconfitta, ma forse con un po’ di raziocinio si può pensare che la caduta di ieri sera non faccia poi cosi male alla Juve del futuro. I bianconeri chiudono contenti per la stagione, consapevoli della loro forza, ma con quel poco di amaro in bocca che si fara sentire il prossimo anno (e, chissà, magari anche agli Europei).

La sconfitta dice chiaramente chela Juventuspuò, deve e vuole migliorare. Sia nella rosa che nella mentalità: i fattori che hanno portato al risultato di ieri sono gli stessi che hanno fatto arrivare tanti pareggi durante l’anno.

Una cosa pero è certa. A tre mesi dall’inizio del campionato, l’1 dicembre 2011, scrivevo questo per il blog  Troppo Arrapato di Juventus. Era chiaro (o quasi) che tutto era finito ma alla fine le domande erano: ” È tutto finito, ma quando tutto ricomincerà? Quando la Juve prima non desterà sorpresa? Quando un pareggio col Napoli resterà semplicemente un pareggio col Napoli? Quando la botta presa da Pirlo in allenamento non farà più notizia? Quando un giocatore in trattativa con la Juventus firmerà subito sul contratto senza aspettare che prima un’altra grande faccia un’offerta? Quando non si considererà più un vantaggio giocare una volta a settimana? Quando verranno rispolverate le bandiere?”.

Oggi abbiamo la risposta. Tutto è appena ricominciato!

Inferno-Paradiso solo andata in sei anni

C’era una volta una squadra fortissima, a detta di molti la più forte al mondo. Non l’aveva ancora dimostrato, perché dominava in Italia ma non era ancora riuscita a dominare l’Europa, ma in tanti pensano che l’avrebbe presto fatto.

Poi tutto si è inceppato. Un sistema marcio ha trovato del marcio in un campionato marcio e ha deciso di punire chi marcio lo era pure ma era anche più forte. Non che sia sbagliato togliere il marcio, ma è giusto togliere solo e tutto il marcio.

Se hai del formaggio ottimo con della muffa in superficie, basta togliere la muffa e l’interno rimane ottimo. Non c’è bisogno di buttare tutto il formaggio.

Di quella squadra non sono stati puniti però solo i colpevoli. No. È stata del tutto cancellata. La domanda è: se in una “squadra” formata da decine di giocatori, numerosi dirigenti e milioni di tifosi si individuano due colpevoli (che poi si è scoperto non essere poi cosi più colpevoli di tanti altri rimasti impuniti), ha senso condannare tutta la squadra? Se un Moggi chiama il designatore dell’arbitro perché deve essere penalizzata la carriera di un Chiellini cha magari ad oggi avrebbe vinto già decine di trofei?

Succede quindi che quella squadra viene smantellata. Il calcio mondiale cambia faccia. L’Inter domina per anni il campionato italiano (avrebbe dominato cosi facilmente?). Il Barcellona domina in Europa (avrebbe trovato un avversario difficile da battere?). E quella che era la squadra più forte vive anni difficili.

Dopo il calvario della B si toglie qualche piccola soddisfazione nelle due stagioni successive grazie alle ultime energie di alcuni campioni che hanno deciso di rimanere.

Poi il declino però diventa inevitabile. Bisogna guardare al futuro e non più al passato.

Costruire una squadra vincente non è di certo facile, si va a tentativi.

Si prova la via dei giocatori brasiliani e del tecnico alle prime armi. Primo tentativo fallito.

Si tenta la rivoluzione puntando su tanti giocatori emergenti e un tecnico d’esperienza. Secondo tentativo fallito.

Alla fine, come sempre accade, la giusta soluzione sta nel mezzo. Mix di giocatori esperti e promesse più un tecnico giovane con la giusta esperienza. Cosi è natala Juvedi Trapattoni, il Milan di Sacchi, il Milan di Capello ela Juvedi Lippi. E cosi è nata la Juve di Conte.

Ora si ricomincia. Gli juventini si sono riappropriati del tricolore sulla maglia. Diciamoci la verità, ogni juventino sente proprio lo scudetto ed è un po’ geloso di vederlo gironzolare su maglie che non siano bianconere.

Ma ormai è storia vecchia. Tutto si è azzerato. Ora si ricomincia a giocare solo a calcio. Anche le sconfitte da oggi avranno un sapore diverso.

Perchéla Juventusè tornata.

Dove è stata?

In viaggio. Qualcuno sei anni fa l’ha buttata giù all’Inferno ed è stata in viaggio per tornare in Paradiso. In cinque alla guida. Del Piero, Buffon, Nedved, Trezeguet e Camoranesi. In due hanno dato tutto ma non ce l’hanno fatta ad arrivare alla fine. Uno, quando la macchina si stava inceppando, si è messo a spingere da dietro. Gli altri due sono arrivati al traguardo.