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Un passo indietro: lettera aperta a Bruno Vespa

Mi corre l’obbligo di dare delle spiegazioni.

È passato del tempo ormai dalla pubblicazione della lettera aperta a Bruno Vespa e bisogna ammettere che da allora questo piccolo blog è diventato un po’ meno piccolo. Tanti blogger, tanti ragazzi (studenti e non), e alcuni forum hanno dato il loro contributo per far sì che la lettera venisse diffusa il più possibile in rete.

Inizialmente ero stupito, e non poco, per le visite ottenute dal post e per il “successo” che esso riscontrava: ho capito che non ero l’unico a provare fastidio e a volere ottenere delle risposte concrete da chi di dovere.

Bisogna pure ammettere che c’è stato un momento, dopo un paio di giorni dalla pubblicazione, in seguito alle numerose visualizzazioni della lettera su questo blog (e penso pure sugli altri blog che hanno sposato la mia causa), in cui ho pensato pure che magari da un momento all’altro, da un giorno all’altro sarebbe arrivata la risposta dal destinatario.

Ovviamente è stata un’illusione.

In realtà la lettera al destinatario è arrivata: è stata inviata direttamente sul sito di Porta a Porta. Ed è arrivata anche ad altri numerosi indirizzi e-mail che magari avrebbero potuta farla “recapitare” al destinatario: è stata inviata alle redazioni del “Corriere della Sera”, “la Repubblica”, “la Stampa”, “il Fatto Quotidiano”, e perfino alla redazione de “Le Iene”. Non voglio accusare nessuno. Evidentemente ci vuole molto di più per farsi sentire o magari le lamentele di alcuni studenti di Scienze della Comunicazione interessano poco.

Vorrei però spiegare il motivo della “tregua”.

Poco dopo la diffusione della lettera nel nostro Paese sono successe tante cose di cui tutti siamo a conoscenza. Era dunque inopportuno a mio parere portare avanti una battaglia già persa in partenza: nessuno avrebbe mai potuto rispondere, sia per l’esistenza di problemi effettivamente più importanti, sia perché i ministri chiamati in causa ministri non lo erano più.

Le nostre domande però non le considero cestinate, solo rimandate. Attendiamo momenti più tranquilli per pretendere delle risposte che attualmente non avrebbe senso né chiedere né dare.

Infine volevo ringraziare i forum Soqquadro e sdcbologna e soprattutto Barrugi, Maria Siano, marcobernaus e Sineddoke per aver contribuito alla diffusione della lettera.

A loro volevo dire:

è questo il modo migliore di sfruttare le potenzialità della rete, l’obbiettivo non è stato raggiunto pienamente, ma se migliaia di persone hanno sentito la nostra voce allora collaborare è servito a qualcosa. Quando ce ne sarà bisogno contate pure su questo piccolo blog. Citando Gaber “libertà è partecipazione”.

Lettera aperta a Bruno Vespa: Porta a Porta ancora contro Scienze della Comunicazione

Caro Bruno Vespa,

 mi scuso in anticipo per la confidenza che mi sono concesso, ma vedendola tutti i giorni in televisione il “caro” è venuto spontaneo.

Sono uno studente in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Catania ma credo, e ne sono estremamente convinto, di parlare a nome di tutti gli studenti in Scienze della Comunicazione di tutte le università d’Italia.

Le scrivo per due episodi avvenuti in due anni nella sua trasmissione Porta a Porta. In una puntata del 2009 lei in chiusura consigliò espressamente ai giovani di non iscriversi a Scienze della Comunicazione dicendo che sarebbe stata una scelta che avrebbero pagato “per il resto della vita”. Ancora, nella puntata dell’altro ieri (10 0ttobre 2011) il Ministro Maurizio Sacconi rispondendo a una signora del pubblico sul tema del futuro poco roseo per i giovani d’oggi, ha dato la colpa ai genitori che troppo spesso hanno dato via libera ai figli quando questi dicevano loro di volersi iscrivere in Scienze della Comunicazione.

La cosa che più mi ha colpito è che le due dichiarazioni sono state dette con una tale leggerezza da risultare fastidiose alle orecchie di chi ha deciso di intraprendere questo corso di laurea. Due dichiarazioni a cui non è seguita nessun tipo di argomentazione.

Se la prima volta si poteva pensare che era solo il pensiero di un giornalista (che poi in quanto giornalista non dovrebbe dare opinioni personali ma fare cronaca) e quindi sorvolare, nella puntata di ieri a parlare è stato un ministro, il Ministro del Lavoro e delle Scienze Sociali e quindi le parole acquistano un valore ben diverso.

Scrivo, dunque, a lei non perché voglio da lei delle argomentazioni ma perché mi piacerebbe averle tramite lei. Le mie domande sono per il Ministro Sacconi (per quanto detto), per il Ministro Gelmini (in quanto Ministro dell’Istruzione) e per tutti quei rettori o presidi di facoltà che con Scienze della Comunicazione hanno a che fare. Mi rivolgo a lei, però, perché autore della trasmissione “luogo del reato”, perché giornalista in grado di interpellare i destinatari delle mie domande, perché il dovere di rettifica è alla base di ogni testata giornalistica e perché la reputo persona capace di capire i dubbi che nascono in noi studenti in Scienze della Comunicazione.

Ecco le mie domande:

  1. Perché è nata Scienze della Comunicazione in Italia?
  2. Perché nonostante la nascita non è stato valorizzato questo corso di laurea?
  3. Cosa pensa, realmente, lei (ministro, rettore, preside) del corso di laurea?
  4. Perché lei, Ministro Sacconi, pensa che non bisognerebbe iscriversi in Scienze della Comunicazione?
  5. Perché i laureati in Scienze della Comunicazione che decidono successivamente di specializzarsi in giornalismo non hanno il diritto di accedere direttamente all’esame per iscriversi all’albo? cosi come accade per tutte le altre facoltà o corsi di laurea.)
  6. Che prospettiva futura ha un ragazzo che decide di iscriversi in Scienze della Comunicazione? Se il corso di laurea esiste si presuppone che ci sia anche una richiesta di laureati in quel settore.

 In fondo vorrei da loro solo che motivassero alcune dichiarazioni (anche la Gelmini in passato ha riservato dure parole per Scienze della Comunicazione) in quanto esistono centinaia e centinaia di ragazzi che ogni anno si iscrivono al corso di laurea incriminato con tante speranze e tanti sacrifici per le famiglie.

Penso sia loro dovere dare tali spiegazioni e nostro diritto averle.

 Cordiali saluti.

Chiedo ora a voi Studenti in Scienze della Comunicazione e non di far girare il più possibile questo post. Non so se arriverà mai al destinatario o se il destinatario lo prenderà in considerazione. L’importante è provarci e dire la nostra.

Sono apprezzate tutte le proposte che faranno in modo che questa lettera non rimanga un semplice post di un piccolo blog o quant’altro possa far sì che qualcuno dia ascolto a noi studenti in Scienze della Comunicazione che a questo punto pretendiamo delle risposte.