Categoria: Leonforte

NCT Il Canovaccio, un 2011 da ricordare

da “Epoca 88” – 15 dicembre 2011

Si chiude un anno di successi per la Nuova Compagnia Teatrale Il Canovaccio di Leonforte. Il 2011, in cui cade il decennale dalla fondazione della compagnia, è stato senz’altro un anno importante per i ragazzi: le fatiche dovute a numerose esibizioni e diverse trasferte, la voglia di mettersi sempre in gioco, la sfrontatezza di confrontarsi con palcoscenici importanti, sono state ripagate con premi e riconoscimenti in diverse rassegne tenutesi in giro perla Sicilia e non solo.

L’anno inizia con i festeggiamenti per il decennale in occasione del quale è stata allestita una mostra ed è stata messa in scena la commedia “La lettera di mammina” di Peppino De Filippo, in cui la NCT Il Canovaccio conferma la sua voglia di sperimentazione: la commedia viene totalmente rivista in chiave varietà anni ’60, inserendo canzoni e movimenti di gruppo che dimostrano una profonda conoscenza del mezzo teatrale.

Cominciano poi le trasferte. A febbraio sono a Catania con “Biscotti alle noci” di N. Criscione per la rassegna “Sipario Blu”. Ad Aprile al Teatro Garibaldi di Enna con “La lettera di mammina”. A Luglio prima a Cassibile (Sr) per la rassegna “Teatro sotto le stelle” e poi perfino ad Altamura (Bari) perla Festa Nazionale del Teatro Comico di nuovo con “Biscotti alle noci”.

La trasferta pugliese ha quel sapore anacronistico con attori, tecnici e costumisti che partono on the road alla conquista del continente addentrandosi per strade sconosciute e tornando speranzosi per il successo di pubblico ottenuto e con le auto piene del pane tipico di Altamura.

Ad agosto la NCT Il Canovaccio raccoglie quanto seminato: Sandro Rossino vince due premi per la Miglior regia, ad Altamura per “Biscotti alle noci” e a Milo per il Premio Angelo Musco per “La lettera di mammina”; in Puglia vince il premio “Oreste Lionello” per il miglior gradimento del pubblico, forse il premio più importante per una compagnia teatrale. I ragazzi collezionano pure numerose nomination per gli attori Sonia Inveninato, Sandro Rossino, Loredana Lo Pumo e Alessandro Todaro. E, infine, Azzurra Drago è stata tra i dieci giovani selezionati in tutta Italia per partecipare all’Accademia del teatro italiano, evento clou del F.I.T.A Festival (quest’anno tenutosi all’Isola d’Elba), e preparare lo spettacolo “Il Gabbiano di Jonathan Livingstone” con la regia di Daniele Franci.

Se il 2011 è stato glorioso, il nuovo anno è già pieno di impegni e si spera porterà altri successi: in programma esibizioni ad Agrigento e Catania a Dicembre e per il 2012 è già prevista una tappa a Messina e un nuovo spettacolo da presentare come sempre a Nissoria. Cosa bisogna aspettarsi non si sa (il titolo è ancora segreto) ma la NCT Il Canovaccio ha già dimostrato di voler sempre sperimentare nuove soluzioni e di spettacolo in spettacolo, di commedia in commedia, ha sempre stupito il suo pubblico. Di certo non ci si annoierà.

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Le chiamavano Bocche di Rosa

da OBIETTIVO Affari&Notizie, GIUGNO 2011

Passando per lo svincolo autostradale di Mulinello, parafrasando De Andrè, “tutti si accorgono con uno sguardo che non si tratta di due missionarie”. Ma se Bocca di Rosa “lo faceva per passione”, non c’è alcun dubbio che le due ragazze che da qualche settimana stazionano nei pressi dello svincolo di Mulinello fanno parte, nella classificazione del cantautore genovese, di coloro che “l’amore” se lo “scelgono per professione” (anche se in questo caso di scelta non si può certamente parlare).

Spesso nei giornali locali leggiamo di arresti per spaccio di sostanze stupefacenti; capita frequentemente di assistere a liti furiose davanti ai locali più affollati, magari dovute a qualche bicchiere di troppo; a volte ci scappa pure il morto con qualche omicidio. Ma da qualche tempo il catalogo dei possibili reati a Leonforte e dintorni si arricchisce di un nuovo “servizio”: la prostituzione.

Viene da chiedersi: perché proprio adesso? Magari la mentalità chiusa di cui spesso veniamo accusati ha fatto da scudo fin’ora all’avvento di tante “bocca di rosa” o magari il parlar così tanto di escort, e sentirle accostate a nomi cosi importanti dello scenario nazionale, ha fatto pensare che non è poi cosi grave, ogni tanto, “conoscerne” qualcuna. Fatto sta che “una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale” e il fenomeno non ha impiegato molto a diffondersi, tanto da portare le forze dell’ordine ed appostarsi e fotografare le auto che si accostavano con le due ragazze (chissà, forse per chiedere un’indicazione stradale!).

Non sappiamo se l’arrivo a casa di una multa provocherà “l’ira funesta delle cagnette” a cui è stato “sottratto l’osso”, di certo consigliamo alle ragazze di ascoltare la canzone di De Andrè che le istruirà, in quanto presumibilmente extracomunitarie, su usi e costumi della società italiana: capiranno cosi di non potersi fidare delle “comari di un paesino” che “non brillano certo in iniziativa” e che “spesso gli sbirri e i carabinieri al proprio dovere vengono meno, ma non quando sono in alta uniforme”.

Speriamo però che alla stazione di Pirato non ci sia nessuno “con gli occhi rossi e cappello in mano” e che non si sfoggi nessun “cartello giallo con una scritta nera”. Auguriamo infine alle due ragazze di trovare “alla stazione successiva molta più gente di quando partiva (no)” ma preferibilmente nessuno che si “prenoti per due ore”.

Si inizia a ‘ncuppari

da OBIETTVO Affari&Notizie, GIUGNO 2011

Con l’arrivo di giugno e dell’estate si inizia a Leonforte a praticare la famosa tecnica di coltivazione delle pesche. Si inizia a “ ’ncuppari”.

Navigati contadini e giovani desiderosi di accumulare un gruzzoletto per le vacanze popolano le campagne leonfortesi e si aggirano per i pescheti insinuandosi fra fitti alberi per “insacchettare” una ad una tutte le pesche che, attualmente non più grandi di un’albicocca, cresceranno e matureranno all’interno “do’ cuppu”. Tale tecnica permette cosi ai coltivatori di evitare l’uso di prodotti chimici consentendo nello stesso tempo al frutto di essere protetto da insetti e agenti atmosferici.

I fiori rosa tanto cari a Battisti che dominavano il paesaggio primaverile delle campagne leonfortesi, vengono ora sostituiti dal bianco intenso dei “sacchetti” che addobbano le immense schiere di peschi.

Ai contadini non resta che nutrire con abbondanti dosi d’acqua i loro giardini aspettando che le prime pesche maturino e magari riposarsi dopo la lunga estate passata con grembiule “porta cuppi”, sacchetto in una mano e fil di ferro nell’altra, per andare a “ ‘ncuppari” quella pesca la in alto nascosta da una foglia.

Il lavoro li attende a settembre quando la tipica pesca del luogo giunge a maturazione e bisogna quindi ricominciare a passare a rassegna tutti gli alberi per la raccolta e poi, di nuovo una per una “scuppari” tutte le pesche. Un lavoro meticoloso che sfocia poi nei due giorni di festa del primo weekend di ottobre: la Sagra della Pesca, sempre più un appuntamento fisso per leonfortesi e non solo.