Canzoni da vivere: Imagine – Speciale John Lennon

Si potrebbe pensare che scegliere Imagine come “canzone da vivere” oggi che è l’anniversario della nascita di John Lennon sia una scelta banale.

Ma banale è pensare che sia banale.

Imagine di per se è banale, ma di una banalità necessaria.

La canzone è il vero manifesto della poetica di John Lennon, per ciò che dice e per come lo dice, e forse per quando lo dice.

John Lennon scrive Imagine dopo aver scritto I’m the warlus, Strawberry fields foreverA day in the life, Revolution n. 9, God. Dopo aver sperimentato con i Beatles la psichedelia di RevolverSt. Pepper’s lonely hearts club band. Dopo essersi tuffato nelle più oscure possibilità della musica rock e pop si trova dunque a scrivere qualcosa di estremamente semplice.

Esprime come meglio non può esser fatto l’idea che se tutti vogliamo un mondo migliore basta crederci per davvero, basta “immaginarlo”.

A ben vedere concetti come la pace e l’uguaglianza sono o dovrebbero essere concetti semplicissimi da capire se confrontati con l’assurdità della guerra. Non servono dunque parole difficili per esprimerli, ne per comprenderli. Gente come Tommaso Campanella nel 1602 ha avuto bisogno di un’intera opera filosofica per esprimere quello che John Lennon ha fatto in sole tre strofe e un ritornello.

E non serve nemmeno una musica difficile. Melodia e armonia di Imagine sono di una semplicità assoluta.

Ciò che ne esce è uno straordinario capolavoro che conferma John Lennon come uno dei più grandi, forse il migliore in assoluto, comunicatore della storia. Ciò che dice non è per nulla originale, basta ricordare Ghandi, ma il come lo dice è unico. Ci aveva provato già con il

We all want to change the world
But when you talk about destruction
Don’t you know you can count me out in

(Tutti noi vogliamo cambiare il mondo                                                     ma quando parli di distruzione                                                                    sai che non puoi contare su di me)

di Revolution. Ci è riuscito perfettamente con il

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one

(Puoi dire che sono un sognatore                                                                ma non sono il solo                                                                                     Spero che ti unirai anche tu un giorno                                                         e che il mondo diventi uno)

di Imagine.

Non c’è altro da dire se non che questa, almeno per chi scrive, è la più bella canzone di sempre. E non è banale pensarlo.

 

 

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Un Commento

  1. Lakia

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