Inferno-Paradiso solo andata in sei anni

C’era una volta una squadra fortissima, a detta di molti la più forte al mondo. Non l’aveva ancora dimostrato, perché dominava in Italia ma non era ancora riuscita a dominare l’Europa, ma in tanti pensano che l’avrebbe presto fatto.

Poi tutto si è inceppato. Un sistema marcio ha trovato del marcio in un campionato marcio e ha deciso di punire chi marcio lo era pure ma era anche più forte. Non che sia sbagliato togliere il marcio, ma è giusto togliere solo e tutto il marcio.

Se hai del formaggio ottimo con della muffa in superficie, basta togliere la muffa e l’interno rimane ottimo. Non c’è bisogno di buttare tutto il formaggio.

Di quella squadra non sono stati puniti però solo i colpevoli. No. È stata del tutto cancellata. La domanda è: se in una “squadra” formata da decine di giocatori, numerosi dirigenti e milioni di tifosi si individuano due colpevoli (che poi si è scoperto non essere poi cosi più colpevoli di tanti altri rimasti impuniti), ha senso condannare tutta la squadra? Se un Moggi chiama il designatore dell’arbitro perché deve essere penalizzata la carriera di un Chiellini cha magari ad oggi avrebbe vinto già decine di trofei?

Succede quindi che quella squadra viene smantellata. Il calcio mondiale cambia faccia. L’Inter domina per anni il campionato italiano (avrebbe dominato cosi facilmente?). Il Barcellona domina in Europa (avrebbe trovato un avversario difficile da battere?). E quella che era la squadra più forte vive anni difficili.

Dopo il calvario della B si toglie qualche piccola soddisfazione nelle due stagioni successive grazie alle ultime energie di alcuni campioni che hanno deciso di rimanere.

Poi il declino però diventa inevitabile. Bisogna guardare al futuro e non più al passato.

Costruire una squadra vincente non è di certo facile, si va a tentativi.

Si prova la via dei giocatori brasiliani e del tecnico alle prime armi. Primo tentativo fallito.

Si tenta la rivoluzione puntando su tanti giocatori emergenti e un tecnico d’esperienza. Secondo tentativo fallito.

Alla fine, come sempre accade, la giusta soluzione sta nel mezzo. Mix di giocatori esperti e promesse più un tecnico giovane con la giusta esperienza. Cosi è natala Juvedi Trapattoni, il Milan di Sacchi, il Milan di Capello ela Juvedi Lippi. E cosi è nata la Juve di Conte.

Ora si ricomincia. Gli juventini si sono riappropriati del tricolore sulla maglia. Diciamoci la verità, ogni juventino sente proprio lo scudetto ed è un po’ geloso di vederlo gironzolare su maglie che non siano bianconere.

Ma ormai è storia vecchia. Tutto si è azzerato. Ora si ricomincia a giocare solo a calcio. Anche le sconfitte da oggi avranno un sapore diverso.

Perchéla Juventusè tornata.

Dove è stata?

In viaggio. Qualcuno sei anni fa l’ha buttata giù all’Inferno ed è stata in viaggio per tornare in Paradiso. In cinque alla guida. Del Piero, Buffon, Nedved, Trezeguet e Camoranesi. In due hanno dato tutto ma non ce l’hanno fatta ad arrivare alla fine. Uno, quando la macchina si stava inceppando, si è messo a spingere da dietro. Gli altri due sono arrivati al traguardo.

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  1. dieffe

    ottimo articolo. Toglierei il punto interrogativo sul dominio dell’Inter: non solo non avrebbe vinto così facilmente, ma probabilmente non avrebbe vinto affatto dato che i trofei sono arrivati quasi esclusivamente dagli ex-bianconeri Vieira e Ibrahimovic per i primi anni, e successivamente da giocatori (Milito, Eto’o e Sneijder) comprati facendo cassa (enorme) con la cessione dello svedese

    • elledielle

      Ma il punto interrogativo era giusto perchè non si può mai sapere come sarebbe andata. Di certo la Juve non sarebbe stata a guardare e se devo dirla tutta ho un curiosità che mi perseguita da allora: tralasciando quelle che sono le colpe di Moggi (di certo non un santo) non si può non ammettere la sua competenza e la sua superiorità nel fare mercato rispetto ai rivali, quali acquisti aveva in serbo per la stagione 2006-07?
      Ecco, questa domanda credo che me la porterò indietro per tutta la vita.
      Garzie

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