Vergassola e gli universitari “sfigati”

Il tema è di quelli su cui verrebbe da dire qualcosa. Poi però ti ritrovi a leggere un articolo su un settimanale e dici: “ma qui c’è scritto quello che avrei voluto dire io?!“. Magari non con lo stesso stile, magari avresti scritto un articolo peggiore (perché non sempre quello che hai in mente riesci a trasmetterlo tramite parole su carta…o su schermo), però l’idea è esattamente quella lì.

Volevi parlare della dichiarazione di Michel Martone, perché quando senti parlare di studenti ti senti tirato in ballo. Volevi dare un taglio un po’ ironico al post, per mettere in risalto la baggianata del sottosegretario e allo stesso tempo far capire che non te la sei presa, non te la puoi prendere per una baggianata . E allora pensi: “Inutile scrivere la stessa cosa, che poi forse mi riesce peggio, meglio riportare questo di articolo“.

Vai a leggere chi l’ha scritto. “Ma guarda! L’ha scritto Dario Vergasolla. Un comico“. Si proprio un comico. I comici dovrebbero far ridere, ma molto spesso fan riflettere. E quando i comici fanno riflettere significa che molto probabilmente c’è qualcuno che dovrebbe far rifletter che invece fa ridere.

Decisione presa. Questo è Dario Vergassola e questa è la sua riflessione su Il Venerdì  di Repubblica riguardo a quanto detto da Michel Martone sugli universitari.

I nostri figli sfigati che fanno l’Università per diventare precari

di Dario Vergassola

Il viceministro del lavoro Michel Martone ha dichiarato: “Chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato”. A questo punto mi chiedo quale sarà il prossimo passo del governo dei Professori: i bambini che non superano l’esame di primina, saranno gettati giù da una rupe come ai tempi degli spartani?
Parlo per esperienza personale: mio figlio, che io per primo giudico un privilegiato, ci ha messo parecchio a laurearsi perché ha perso tempo distraendosi appresso al cazzeggio, alla musica, ai viaggi, agli amici, alle fidanzate (così tante che mi meraviglio pure che si tratti di mio figlio). Nonostante questo non lo giudicherei mai uno sfigato, piuttosto lo chiamerei un incorreggibile pelandrone. Perché usando l’appellativo sfigato, invece, rischierei di offendere tutti quei giovani che magari si laureano più tardi della media, solo perché non hanno la fortuna di essere figli di un comico o di un avvocato famoso.
E mi riferisco a un esercito di studenti fuori sede, che oltre a combattere contro la fatica imposta loro dai libri, dai professori universitari e dal disastro della riforma Gelmini, combattono tutti i giorni anche per sopravvivere e per pagarsi gli studi. Generalmente vivono in città piuttosto lontane da quelle dove sono nati, che raggiungono tutti i lunedì a bordo di treni scomodi, sporchi e sovraffollati per andare a passare la settimana in appartamenti accoglienti come garage ma costosi come attici, insieme ad altri studenti con i quali – in molti casi – condividono pure la stanza da letto e di studio (una condizione che certo non ti agevola la concentrazione quando sei a casa a preparare un esame).
Anche se a dire il vero loro in queste case non ci stanno poi così tanto, visto che spesso, dopo le lezioni, sono in giro a fare mille lavori: camerieri, babysitter, fattorini, addetti ai call center. Qualsiasi cosa – insomma – gli permetta di racimolare qualche soldo con cui pagarsi l’affitto (quasi sempre in nero), nonché la retta universitaria (sempre più cara).
Più che dei grandi sfigati io li trovo piccoli eroi. E non m’importa se ci metteranno più degli altri a laurearsi. So per certo che sia quei pochi di loro che diventeranno la futura classe dirigente del Paese, che quei tanti che saranno disoccupati a vita con laurea, saranno consapevoli del valore che hanno i sacrifici, sperando che anche a qualcuno di loro arrivi una botta di culo, come quella di diventare viceministro a 37 anni.


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  1. nicoletta

    Io aggiungerei anche tutti quelli che pur stando a casa con i genitori ma con un bilancio familiare molto basso da non potersi permettere di spendere una media di 50 euro ( ma forse molto di più per la facoltà di architettura) per poter solo sostenere un esame senza avere la certezza di superarlo, deve comunque ricorrere a lavoretti saltuari per non gravare sul bilancio dato che già la retta dell’università” pubblica” è incredibilmente e vertiginosamente salita! Quindi forse si è davvero SFIGATI! Si perchè abbiamo avuto la sfiga di dovercela cavare da soli in tutto e per tutto. Solo facendo affidamento sulle nostre forse senza un papino che ci copre le spalle! Inoltre senza certezze del dopo! Si perchè devo dire che è proprio da sfigati studiare per quasi (forse quasi) per niente. Sarà bello un giorno avere la laurea nel quadro nel soggiorno di casa!!! E poi scusateci se qualche volta anche noi comuni mortali vogliamo farci un viaggetto lowcost! Forse ce lo meritiamo pure???
    Farsi completamente da soli non è semplice. Soprattutto se si è avuti la sfortuna (anche se per me non è una sfortuna) di nascere in una famiglia umile. E con umile sapete cosa intendo! Quindi io sono consapevole di non aver dato il massimo ma sono anche fiera di me perchè da SOLA sono arrivata fin qui!!!!
    Magari domani mi resterà l’attestato di laurea in un bel quadretto ma mi resterà soprattutto la fierezza di avercela fatta!!!

    • marcobernaus

      sono d’accordo, molto volte si fa’ tutto da soli, e raggiungere quell’obbiettivo è molto gratificante, che arrivi per i 28 o dopo 28 chi se ne frega, il caso voleva che quel giorno sarebbe stato in quel preciso anno e momento, non bisogna farsene un problema; io questo l’ho capito perché le parole di Martone mi hanno ferito, ma lui che ne sa del mio percorso e dei miei problemi.

      Poi ci sono anche tipi, e li ho visti, che vivono fuori casa, pagati dai genitori, e continuano a non fare un caz… dalla mattina alla sera!

  2. marcobernaus

    Anch’io sono d’accordo con quanto detto da Dario Vergassola, per noi giovani è sempre più difficile arrivare al traguardo della laurea, io mi sono laureato a 28 anni dopo mille difficoltà e sacrifici perché era il sistema che non ti permetteva di farlo in tempo. Molto bello il tuo posto lo condivido sul mio blog.

    Saluti

    Marco

    • elledielle

      grazie,
      per il commento e per la condivisione, è giusto replicare quando qualcuno fa queste uscite, non bisogna però cadere nell’errore di buttarsi nel vittimismo, bisogna ammettere che in giro ci sono pure tanti “figli di Vergassola”

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