Nonno Guccini

CASALECCHIO DI RENO (BOLOGNA), UNIPOL ARENA – 3 Dicembre 2011

Ha subito precisato. Lui non è Paul McCartney. Non perchè è peggio ne perchè è meglio. E’ semplicemente diverso.

Lui è Francesco Guccini, nonno Francesco Guccini. Già perchè tutto il concerto del maestrone è come un singolare racconto di un nonno ai suoi nipoti, davanti però anche a numerosi genitori, zii e prozii. In tutti i suoi concerti aleggia questa atmosfera e la tappa di Bologna è solo (si fa per dire) l’apice di questi incontri con il nonno: quello in cui si riunisce tutta la famiglia tanto per capirci.

Diecimila persone, o forse più, ad aspettare nonno Francesco. Tutte sedute: comodi sulle sedie quelli nelle tribune, un po’ meno comodi e a terra quelli dell’immensa distesa del parterre. Lui sale sul palco ed è proprio come quando i nipoti aspettano il nonno che viene a raccontare le sua storie.

Proprio come il nonno parla, parla di cose antiche e “racconta piano col suo tono un po’ sommesso di quanto lui e Bologna eran più giovani di adesso”. E tutti li in silenzio: un silenzio spontaneo da nipoti attenti, ma anche un silenzio preteso da nonno intransigente, che non manca di rimproverare chi lo interrompe e di richiamare all’ordine quei pochi che si alzano.

Proprio come il nonno divaga. Fa riferimenti al governo, insegna scherzosamente ma in modo efficace cos’è (anzi cosa non è) un governo tecnico: “è una cosa seria, non è che se a casa hai un problema con lo sciaquone chiami un ministro perchè lui è un tecnico”.

Proprio come il nonno confronta continuamente passato e futuro. Ricorda le osterie di una volta che vendevano solo rosso e bianco, “adesso c’è il vino ai frutti di bosco, che una volta mio padre avrebbe detto «questo vino sa di frutti di bosco’ è andato a male!»”.

Proprio come il nonno ringrazia sincero quando dal pubblico un “nipote”” gli grida “ti vogliamo bene” o gli espone uno striscione a lui delicato. E risponde scherzosamente quando qualcuno esagera con qualche “sei bellissimo” o “ti amo”. Ed è modesto quando a chi gli grida sei grande risponde: “sono alto, è diverso”.

Proprio come il nonno spiega. Introduce ogni canzone con un aneddoto sul quando e come è stata scritta o con un breve riassunto sul significato.

Proprio come il nonno non riesce a controllare i nipoti che ad un certo punto euforici si alzano tutti in piedi e si accalcano sotto il palco alle prime note di “Bologna”.

Proprio come il nonno si ferma quando vede agitarsi i nipoti sotto perchè qualcuno si è sentito male.

E proprio testardo come il nonno, invece, continua imperterrito quando è lui a sentirsi male. Noi come i nipoti di fonte al nonno ammalato gli gridiamo di smetterla, di riposarsi: non fa niente, sei stato grandioso già cosi. E invece lui è una roccia e come il nonno fa finta di niente e minimizza: ” avrete notato che è andata via la voce”.  Deve finire il racconto ai suoi nipoti.

Come il nonno ci mette apprensione. Ascoltiamo la fine del concerto indecisi se non pensarci più e metterci a cantare o se essere preoccupati per il nonno lassù sul palco.

Tutto fila liscio. E’ stato solo un piccolo malore, in fondo nonno Guccini inizia ad avere una certa età. Però che paura. Vien voglia quasi di rimproverarlo: “non ti azzardare più a farci prendere uno spavento del genere, ti devi riposare”. Proprio come si fa coi nonni.

Però che nonno Guccini! Che canzoni! Che racconti! Che concerto!

Chi scrive è un “nipote” che per ascoltare i racconti del nonno ha fatto più di 1200 Km. Da Leonforte, una “piccola città, bastardo posto” in provincia di Enna, fino a Bologna, la “vecchia città dai fianchi un po’ molli”. E non è per nulla pentito.

Annunci

  1. Anonimo

    Ciao ti ringrazio del commento che hai lasciato sul mio blog, il tuo post devo dire che è veramente fantastico, mentre lo leggevo, mi sembrava di esser tornata lì, seduta tra le migliaia di persone a vivere quelle sensazioni che solo un concerto ti da, quel senso di appartenenza, di festa, di grande famiglia, che solo davanti a “nonno Guccini”, come lo definisci te, si prova! 🙂 complimenti davvero…ti metterò tra i blog che seguo 😉

  2. Rossana

    Anche io sono partita dal Sicilia per vederlo…da Caltanissetta…e non mi sono pentita neanche di un km fatto per lui!!!!E’ stato fantastico,immenso e grandioso come sempre!!!!Complimenti per l’articolo è veramente bello ha descritto Guccini e il concerto di Casalecchio come meglio non si poteva fare…mi sono anche commossa!!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...